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DIFFERIMENTO CONTRIBUENTI IRPEF

Lo scorso 12 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, recante «Disposizioni urgenti in tema di differimento di versamento di acconti d'imposta»...

24/11/2009

Lo scorso 12 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, recante «Disposizioni urgenti in tema di differimento di versamento di acconti d'imposta». Il differimento riguarderà, esclusivamente, i soli acconti Irpef da versare entro il prossimo 30 novembre, ridotti dal 99% al 79%, ed a beneficiarne saranno tutti i contribuenti soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Si tratta, in particolare:

- di lavoratori dipendenti che percepiscono anche altri redditi;
- di imprenditori individuali;
- di lavoratori autonomi;
- di soci persone fisiche di società di persone e dei soci di società trasparenti a ristretta base partecipativa (ex art. 116 del Tuir).


1. Differimento del versamento di acconti d'imposta (art. 1)

Con il decreto legge in esame viene disposto il differimento del 20% dell`acconto Irpef dovuto per il periodo d`imposta 2009, nei limiti di quanto dovuto a saldo, alla data di versamento del saldo stesso relativo al medesimo periodo d'imposta.
Ai contribuenti che, alla data di entrata in vigore della disposizione in esame, hanno già versato l'acconto senza beneficiare della riduzione del 20% spetterà un credito d`imposta in misura corrispondente da poter usare in compensazione.
Ai contribuenti per i quali i rispettivi sostituti d'imposta non hanno tenuto conto del differimento, il beneficio verrà riconosciuto con la retribuzione del mese di dicembre.

Come detto, il differimento spetta, esclusivamente, ai contribuenti Irpef, mentre, sono esclusi i soggetti Ires ed Irap. Vediamo, di seguito, un esempio di calcolo.


Esempio 1.

Contribuente Irpef:

Una persona fisica che abbia un debito storico di 10.000 euro, ed abbia versato il 39,6% (40% del 99%) nella prima rata di acconto (pari a 3960 euro), verserà con la seconda rata il 79% meno il 39,6%, ovvero il 39,4% di 10.000 euro: 3940 euro. Il totale degli acconti sarà di 7900 euro, pari al 79% del debito storico.

Esempio 2.

Società di capitali:

Le società di capitali con un debito storico di 10.000 euro, hanno versato il 40% del 100%, pari a 4.000 euro, con la prima rata di acconto. Sono tenute a versare ora il 60% di 10.000 euro, ovvero 6.000 euro. Non c`è, dunque, alcun risparmio perché il totale degli acconti resta pari a 10.000 euro.


2. Trasferimenti erariali ai comuni (art. 2)

L`art. 2 del decreto in esame, dispone in merito alla questione dei trasferimenti erariali ai comuni dopo che, con il D.L. n. 262/2006, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 286/2006, sono state ridotte le esenzioni Ici per gli immobili rurali. Tali somme dovevano essere compensate con nuove entrate che, di fatto, vengono versate ai comuni stessi con estremo ritardo.
A tal fine, la disposizione in esame autorizza il Ministero dell`Interno a versare ai comuni un acconto pari all`80% della differenza tra l`importo Ici certificato per il 2007 e la corrispondente riduzione del contributo ordinario operata per il medesimo anno. L`acconto è subordinato alla trasmissione da parte dei comuni di un`apposita certificazione del maggior gettito Ici per il 2009 derivante dall'applicazione dell`art. 2, commi da 33 a 38, nonché da 40 a 45, del citato D.L. n. 262/2006. La certificazione dovrà essere trasmessa entro il 31 marzo 2010 a pena di decadenza.


2. Entrata in vigore (art. 3)

Le disposizioni sopra commentate entreranno in vigore il giorno stesso della pubblicazione del decreto legge nella Gazzetta Ufficiale.

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