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OPERAZIONI A PREMIO: TERMINE DI VERSAMENTO DELLIMPOSTA SOSTITUTIVA

Con la Risoluzione n. 261/E del 22 ottobre 2009, l`Agenzia delle Entrate ha affrontato il problema riguardante una iniziativa promozionale rivolta ai titolari di una carta di credito..

06/11/2009

Con la Risoluzione n. 261/E del 22 ottobre 2009, l`Agenzia delle Entrate ha affrontato il problema riguardante una iniziativa promozionale rivolta ai titolari di una carta di credito. Tali soggetti, accumulando un determinato punteggio, nell`effettuare acquisti con la medesima carta di credito, hanno il diritto di ricevere dei premi che consistono in soggiorni in albergo, biglietti aerei e pacchetti turistici.

L`assegnazione dei premi avviene nel seguente modo:

- il titolare della carta di credito sceglie il premio, ad esempio il soggiorno in un albergo;
- a seguito di tale scelta, l`organizzatore della manifestazione a premio, cioè la società che cura e gestisce l`emissione delle carte di credito, provvede ad utilizzare i punti ed a comunicare alla catena alberghiera, ossia al prestatore del servizio, la scelta del cliente;
- solo dopo che quest`ultimo ha usufruito del premio, la società effettua il pagamento del soggiorno alla catena alberghiera che emette fattura.


1. Il quesito

Il quesito posto all`Agenzia delle Entrate era, in particolare, il termine entro cui l`organizzatore della manifestazione a premio doveva versare l`imposta sostitutiva prevista dall`art. 19, comma 8, della L. 27 dicembre 1997, n. 449. Tale norma, infatti, prevede, nel solo caso di premi che consistono in beni e servizi non imponibili ai fini Iva, l`applicazione di «un`imposta sostitutiva del 20 per cento ... ». In particolare, il contribuente ha chiesto quale dei due momenti sia rilevante per l`individuazione del termine di versamento:

- se rilevi il momento in cui è certo l`ammontare del corrispettivo dovuto (quando la società emette il voucher, così accettando la scelta del premio da parte del cliente);

oppure

- se rilevi il momento successivo in cui può considerarsi effettuata la prestazione di servizio secondo i principi generali dell`Iva, cioè la data del pagamento del corrispettivo del servizio, o se precedente, l`emissione della fattura.


2. Il regime di imposizione indiretta delle operazioni a premio

Per la soluzione del predetto quesito, l`Agenzia delle Entrate ha analizzato il funzionamento del sistema di imposizione indiretta delle operazioni a premio.

Nell`ambito delle manifestazioni a premio occorre distinguere due diverse operazioni:

- l`acquisto del premio da parte dell`organizzatore, che si configura come operazione imponibile ai fini Iva (ex art. 1 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633);
- ed il successivo trasferimento del premio al legittimo vincitore, che è un`operazione esclusa dall`applicazione dell`Iva [ex art. 2, comma 3, lett. m), del medesimo D.P.R. n. 633/1972].

In assenza, infatti, del pagamento di un corrispettivo da parte del vincitore del premio, sarebbe tecnicamente difficile la riscossione dell`Iva. Inoltre, l`eventuale obbligo del vincitore del premio di versare l`Iva a fronte di un bene o servizio acquistato a titolo gratuito costituirebbe un disincentivo alla stessa partecipazione alle manifestazioni a premio.

Per tali motivi, nel regime di imposizione indiretta delle operazioni a premio, ad essere soggetto a tassazione non è il vincitore del premio ma, secondo una particolare modalità, l`organizzatore della manifestazione. In particolare, l`art. 19 della citata L. n. 449/1997, che ha abrogato le previgenti tasse di lotteria, prevede una diversa modalità di prelievo fiscale a seconda che il premio acquistato dall`organizzatore sia o meno assoggettato a Iva.

Nel caso in cui lo sia, è previsto il regime di indetraibilità (ex art. 19, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972), cosicché, non potendo detrarsi l`Iva assolta sull`acquisto del premio, l`organizzatore è gravato da un certo onere fiscale.

Nella diversa ipotesi, invece, in cui il premio consista in un bene o servizio «non imponibile» ai fini Iva, è prevista l`applicazione di un`imposta sostitutiva del 20% (ex art. 19, comma 8, della citata L. n. 449/1997).

A tal fine, l`Agenzia delle Entrate richiama la circolare ministeriale n. 89 del 24 marzo 1998, secondo cui l`espressione «operazioni non imponibili», contenuta nella norma, deve interpretarsi in senso «atecnico», comprendendo tutte quelle operazioni che per un qualunque motivo non sono state assoggettate ad Iva e, quindi, non solo quelle tecnicamente «non imponibili», ma anche quelle non rilevanti ed esenti.

Alla medesima conclusione, aggiunge la citata circolare n. 89 del 1998, «si deve pervenire in tutte le ipotesi in cui l`imposta assolta sull`acquisto del premio non sia detraibile per cause tecniche (acquisti di pacchetti turistici presso le agenzie di viaggio le cui fatture, per espressa disposizione legislativa, non arrecano l`addebito separato dell`imposta &)». Questa interpretazione è stata, successivamente, ribadita con la circolare n. 32 del 12 aprile 2002. Pertanto, nella fattispecie in esame, il contribuente ha applicato l`imposta sostitutiva.

Detto questo, per individuare il termine di versamento della sostitutiva, l`Agenzia delle Entrate ha affrontato due diversi problemi interpretativi, tra loro connessi.


3. Il principio generale del divieto di interpretazione analogica delle norme tributarie e l`«autonomia» dell`imposta sostitutiva rispetto all`Iva

Nella legislazione tributaria sussiste il principio generale del divieto di interpretazione analogica delle norme tributarie. Tuttavia, l`Agenzia delle Entrate, richiamando la dottrina maggioritaria, ritiene ammissibile, nella fattispecie in esame, il ricorso all`interpretazione analogica, dovendosi colmare una lacuna normativa che non attiene ad un elemento essenziale dell`imposta, ma al termine di versamento della stessa.

Ammessa, quindi, l`interpretazione in via analogica, occorreva che, nella fattispecie, vi fosse un rapporto di interferenza con la disciplina Iva, tale da giustificare la sua applicazione in via analogica.

Sotto questo profilo, un ostacolo era costituito dalla «autonomia» dell`imposta sostitutiva rispetto all`Iva per quanto concerne il presupposto impositivo.

Come evidenziato, infatti, non vi è una perfetta coincidenza tra la nozione di operazione imponibile ai fini Iva ed operazione rilevante per l`applicazione dell`imposta sostitutiva. Tuttavia, a tale fine, l`Agenzia delle Entrate conclude per l`esistenza di un rapporto di alternatività tra le due imposte, al quale è conforme la citata circolare n. 32 del 12 aprile 2002, secondo cui l`imposta sostitutiva «è applicata in sostituzione dell`Iva, quando i beni o i servizi offerti costituenti il premio non sono imponibili ai fini Iva».


4. Il termine di versamento dell`imposta sostituiva sulle operazioni a premio

Attraverso il ricorso all`interpretazione in via analogica della disciplina Iva, l`Agenzia delle Entrate ritiene, quindi, che, nel caso in cui il premio consista in prestazioni di servizio rese da terzi, l`organizzatore del premio è tenuto a versare l`imposta sostitutiva entro il sedicesimo giorno del mese successivo al pagamento del corrispettivo o, se precedente, alla data di emissione della fattura.

Nella fattispecie in esame, è, eventualmente, applicabile la sanzione prevista dall`art. 13, comma 2, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, ai sensi del quale, «fuori dei casi di tributi iscritti a ruolo, la sanzione prevista al comma 1 si applica altresì in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto».

Infine, secondo l`Agenzia delle Entrate, è applicabile in via analogica la disciplina dell`Iva anche in relazione agli obblighi di conservazione della relativa documentazione fiscale. Di conseguenza, le fatture di acquisto dei premi, devono essere conservate dall`organizzatore della manifestazione fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione Iva, oppure in caso di accertamento, fino a quando quest`ultimo non sia definito.