Giovedì 17 Agosto 2017
EDITORIALE

UN MARCHIO E UN REGISTRO A TUTELA DELLE BOTTEGHE STORICHE DI PALERMO, PATRIZIA DI DIO: “VANNO SALVAGUARDATE LE ATTIVITÀ CHE RAPPRESENTANO LA NOSTRA IDENTITÀ E MEMORIA, IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE”

24/04/2017

Un marchio e un registro a tutela delle Botteghe Storiche di Palermo che hanno determinati requisiti in grado di dimostrare la storicità dell'attività commerciale e artigianale. Sono ancora un numero imprecisato le attività sopravvissute negli anni, superando guerre mondiali, crisi e riprese economiche per arrivare, anche rinnovandosi, ai giorni nostri. Tutte le attività potranno presto far parte del Registro delle Botteghe Storiche, promosso da Confcommercio Palermo e Fondazione Salvare Palermo. E' già partito un vero e proprio censimento per identificare le realtà presenti nel territorio del centro storico della città, ma anche fuori del centro storico e nell'intera Provincia.

L'iniziativa è stata lanciata, in mattinata, nel corso di un incontro nell'ambito de La Via dei Librai, dalla presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio, dalla presidente di Salvare Palermo Renata Prescia e da Domenico Bottiglieri, past president dell'Associazione Cassaro Alto. Presenti all'incontro, tra gli altri, il professore Aurelio Angelini, direttore in Sicilia della Fondazione Patrimonio Unesco, Giovanna Analdi, Domenico Bottiglieri e Giuseppe Scuderi, dell'Associazione Cassaro Alto, suor Fernanda Di Monte delle Suore Paoline e una rappresentanza di negozianti, artigiani e piccoli imprenditori del centro storico.

Si tratta di tutelare tutti quelle attività commerciali e artigianali che hanno conservato la loro identità e la loro sede. Orafi, argentieri, sartorie, bar, ristoranti, negozi di abbigliamento, farmacie, profumerie, gioiellerie, librerie, cartolerie, antiquari, tabaccherie, ferramenta, ottici e tanti laboratori artigianali di realizzazioni artistiche di diverso tipo, che insieme, oltre ad essere patrimonio economico, costituiscono anche patrimonio culturale e turistico. Non si tratta di monumenti, ma di luoghi vivi dove quotidianamente si lavora: negozianti, artigiani e piccoli imprenditori che hanno avuto la capacità e la forza di sapersi rinnovare per stare sul mercato, sempre al passo con i tempi e senza perdere di vista il legame con la tradizione e che rispecchiano la nostra identità e unicità culturale.

Di recente, il Ministro dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo ha introdotto una norma attesa da anni che permetterà ai sindaci di tutelare le botteghe storiche. La norma prevede che i comuni, d'intesa con le regioni, possano individuare zone aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico in cui vietare o subordinare ad autorizzazione l'esercizio di attività commerciali non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Il provvedimento è rivolto a regolare le attività commerciali nelle zone di pregio di borghi e città preservando i negozi che siano l'espressione dell'identità culturale dei luoghi.

«Le Botteghe Storiche - spiega Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo - rappresentano anche la nostra identità e fanno parte integrante della storia commerciale, e non solo, della città e nel tempo sono riuscite a custodire ed a trasmettere la memoria del passato. Il fascino delle Botteghe Storiche è parte integrante dell'attrattiva turistica della nostra città, ma del nostro Paese in genere, perché lo shopping delle grandi marche è uguale in tutto il mondo ma «andar per botteghe» è un'esperienza unica e irripetibile. Abbiamo il dovere - prosegue Patrizia Di Dio - di valorizzare un patrimonio culturale immateriale fatto di antichi saperi, tradizioni, artigianato e gastronomia. Un'antica trattoria, un laboratorio orafo, una vecchia salumeria, una cartoleria storica, una sartoria rappresentano l'identità di un luogo. Identità che è memoria, ma è anche comunità e che offre un «turismo esperienziale» unico al mondo. Occorre - aggiunge la presidente di Confcommercio Palermo - tutelare e valorizzare queste nostre eccellenze, questa unicità e tramandarla alle generazioni future. Metteremo a punto assieme a tutti i partner delle linee-guida in modo tale che coloro che volessero candidarsi come bottega e negozio storici potranno contattare i nostri uffici per presentare la loro attività. Questo progetto sarà una delle declinazioni dell'economia della Bellezza che Confcommercio Palermo sostiene perché dobbiamo fare emergere la grande Bellezza con cui il mondo ci identifica e che desidera conoscere», conclude Patrizia Di Dio.

«Vogliamo fare sistema - spiega Domenico Bottiglieri titolare di una gioielleria storica del Cassaro Alto e che ha promosso il progetto - in modo da portare avanti gni azione volta a favorire chi ha avuto le energie e il coraggio di non abbandonare i luoghi in cui è nato, proseguendo l'attività avviata magari dal nonno o dal padre. Cerchiamo il sostegno di tutte le istituzioni con le quali intendiamo lavorare in piena collaborazione».

«Abbiamo avviato il progetto del censimento delle Botteghe Storiche - afferma Renata Prescia, presidente della Fondazione Salvare Palermo - partendo dal Cassaro, dal centro storico di Palermo, ovviamente noi mettiamo a disposizione le nostre competenze tecniche perché il riconoscimento di bottega storica deve poggiare su alcuni elementi e requisiti ben precisi. Collaboreremo con Confcommercio Palermo per mettere a punto questo Registro delle Botteghe Storiche».