BRANCACCIO VEDE PASSARE IL TRAM «ADESSO FATECI SALIRE A BORDO» - E BRANCACCIO GUARDA LE CARROZZE CHE GIRANO A VUOTO «ORA FATECI SALIRE» | Confcommercio - Imprese per l'Italia - Palermo
Giovedì 23 Novembre 2017
Rassegna Stampa

BRANCACCIO VEDE PASSARE IL TRAM «ADESSO FATECI SALIRE A BORDO» - E BRANCACCIO GUARDA LE CARROZZE CHE GIRANO A VUOTO «ORA FATECI SALIRE»

Stretto nell'impermeabile blu, uno stuzzicadenti tra le labbra, il signor Paolino conta. «E sono 16 — dice mentre la carrozza bianca brillante gli passa accanto — Sono 16 corse all'ora». Paolino, una piccola impresa edile chiusa a causa della crisi, passa le giornate al chiosco di "Tonino", il pescivendolo di corso dei Mille che ha resistito agli otto lunghi anni di cantiere...

PALERMO.REPUBBLICA.IT  Palermo, 24/11/2015

Stretto nell'impermeabile blu, uno stuzzicadenti tra le labbra, il signor Paolino conta. «E sono 16 — dice mentre la carrozza bianca brillante gli passa accanto — Sono 16 corse all'ora». Paolino, una piccola impresa edile chiusa a causa della crisi, passa le giornate al chiosco di «Tonino», il pescivendolo di corso dei Mille che ha resistito agli otto lunghi anni di cantiere. «Dopo che le ruspe hanno rovinato la città adesso qualcuno mi spiega perché questo giocattolo va avanti e indietro a vuoto?». I primi giorni c'era l'entusiasmo della novità, i selfie e i video postati su Facebook. Ma adesso sono nove mesi che le otto vetture del tram si muovono lungo i 5,6 chilometri di binari che da Roccella raggiungono la stazione centrale. Il debutto fu il 3 marzo dell'anno scorso. «E in nove mesi nasce pure un bambino», dice l'impiegato mentre fa a tranci un capone. Da Brancaccio a corso dei Mille, cresce la grande attesa. Ogni giorno dalle 6 alle 21 il tram fa 240 corse, ma in prova. Passa tra le strade assediate dal traffico, tra i panni stessi ad asciugare al calore dei gas di scarico. Ad aspettare che l'opera entri in funzione ci sono circa 250 mila persone che nulla sanno dei meccanismi burocratici — pareri delle commissioni, schermaglie politiche in Consiglio comunale — E Brancaccio guarda le carrozze a vuoto. Gli utenti potenziali sono 250 mila, per il via si attende l'ok del Consiglio comunale 1 collaudi procedono da 9 mesi che costringono le vetture a scivolare vuote accanto a loro ogni 4 minuti. Gli oltre 70 mila residente di Brancaccio e Sperone le vedono dai loro balconi sgarrupati dai quali lasciano scivolare panieri di vimini; o da sotto le pensiline mentre aspettano i bus 211e212. I 160 mila visitatori settimanali del centro commerciale Forum le vedono dai finestrini delle loro auto mentre se ne stanno intrappolati nel traffico. Le guardano gli imprenditori dell'ex consorzio Asi, gli oltre mille dipendenti dei centri commerciali, i 923 del deposito Rap di Brancaccio. Ai 7 mila studenti che corrono con gli zainetti in spalla sembrano una beffa. I 250 mila potenziali passeggeri sono un bacino d'utenza grande più o meno come l'intera città di Verona. Alle 13,21— quando i 1400 dell'istituto tecnico industriale Volta di Passaggio dei Picciotti lasciano le classi — una carrozza tenta di passare al centro dell'incrocio tra via D'Aosta e corso dei Mille paralizzato dal traffico. «Sembra un treno fantasma», dice la preside del Volta Margherita Santangelo. La maggior parte dei 1400 studenti abita fuori città e inizia la giornata al terminal dei bus alla stazione centrale. Ogni mattina Giovanni guarda furioso quel tram vuoto: «Se potessi prenderlo mi basterebbero sei fermate per arrivare a scuola». E invece Giovanni i due chilometri deve farseli a piedi. «Che rabbia». La stessa che prova Samuel, che frequenta l'alberghiero Piazza, una «città» con 2900 studenti e più di 500 tra docenti e dipendenti. «Io abito allo Sperone, sette fermate dalla scuola», dice impeccabile nella divisa blu. Dal suo ufficio al terzo piano, il preside Gaspare Marano guarda il percorso ferrato. «Il tram? Per ora è stato solo disagi. Qui in corso dei Mille ci sono sette semafori in un chilometro: il caos. L'opera avrà un senso solo se il Comune farà una vera Ztl». Nelleoredi punta accanto ai binari le auto sono una attaccata all'altra. Antonella Di Bartolo, preside dell'istituto comprensivo Sperone-Pertini che con i suoi sei edifici conta più di mille studenti, aspetta che il traffico si plachi per scappare, in auto, dall'altra parte della città. Lei al tram ci crede: già da un anno insieme con Mobilita Palermo e con l'Amat ha avviato una campagna di sensibilizzazione degli studenti. «Sembra paradossale visto il traffico — dice la preside — ma buona parte dei genitori dei miei alunni non ha la macchina». Per le 30 mila famiglie di Brancaccio, l'infrastruttura può essere una opportunità, un legame con quel centro che oggi sentono lontano. «Quando superano corso dei Mille dicono che stanno andando a Palermo», dice. Il tram per i residenti di Brancaccio può essere una alternativa al bus — «Il servizio è carente», dice il presidente della circoscrizione Antonio Tomaselli —ma anche un'opportunità per muoversi dentro il quartiere. Ogni giorno verso le cinque del pomeriggio un esercito di clienti si muove a piedi verso la nuova piazza, il centro commerciale Forum. «Sono abitanti del quartiere che non hanno l'auto», dice il direttore del Forum Placido D'Arrigo, «per loro il tram sarà comodo». E per tutti gli altri clienti, i circa 160 mila visitatori settimanali? «Dipende — dice D'Arrigo — quanti sacchetti della spesa si possono caricare sul tram? Dipenderà molto dalla promozione dell'opera». Salvatore e Rosa Tripi passeggiando escono dall'Ipercoop con il figlio a cavalcioni sul carrello: «Per noi che abitiamo in zona Oreto sarebbe bellissimo venire qui con il tram. A proposito, perché non ci si può salire?». In pochissimi, anche tra i dipendenti del Forum sanno perché il tram gira a vuoto. «Io lavoro in corso dei Mille — dice Giuseppe — lo userei volentieri lasciando l'auto qui al Forum. Ma come faccio?». Travolto dal fallimento di due aziende, lo svincolo che dovrebbe collegare l'autostrada Catania-Palermo al centro commerciale è ancora un'incompiuta. Nino Salerno, vicepresidente di Confindustria, proprietario delle imprese Nasta e Salerno (60 dipendenti ) nell'area dell'ex consorzio Asi chiede al Comune di far partire l'opera: «Finora sono stati solo disagi. Se ricordo bene, la promessa era che il tram sarebbe partito per il Festino del 2014».