Venerdì 22 Settembre 2017
Rassegna Stampa

LA SICILIA SPRECA ANCHE IL SOLE ENERGIA VERDE, MEGLIO IL NORD - REBUS ENERGIA NELL`ISOLA DEL SOLE IL FOTOVOLTAICO VA AL RALLENTATORE

Nell`isola del sole si produce meno energia fotovoltaica rispetto alla Lombardia. Uno dei tanti paradossi della Sicilia: quarta fra le regioni, dietro Puglia, Lombardia, Emilia-Romagna. Come è possibile?

PALERMO.REPUBBLICA.IT  Palermo, 24/11/2015

Nell'isola del sole si produce meno energia fotovoltaica rispetto alla Lombardia. Uno dei tanti paradossi della Sicilia: quarta fra le regioni, dietro Puglia, Lombardia, Emilia-Romagna. Come è possibile? Investimenti partiti tardi e una rete arretrata sono le principali cause, fotografate dal rapporto del dipartimento Energia dell'assessorato alle Attività produttive. Nell'Isola quasi un quarto dell'energia è rinnovabile. «Potrebbe crescere ancora di più, dimezzando l'inquinamento», dicono da Legambiente. Al momento la produzione è per il 77 per cento generata da impianti termoelettrici, il 13 per cento da impianti eolici, il 7,6 per cento da impianti fotovoltaici e infine c'è un 2,2 per cento di energia idroelettrica. Ma nella regione più a sud d'Italia sembra esserci un'inversione di tendenza: «Stiamo crescendo, i nuovi investimenti creeranno la svolta solare», dice Mario Pagliaro del Cnr. E in effetti i segnali ci sono: è pronto un miliardo di euro in investimenti per nuove infrastrutture elettriche. IL FOTOVOLTAICO In Sicilia ci sono più di 42 mila impianti fotovoltaici, sui 648 mila di tutta Italia. Soltanto la Lombardia ne ha 94 mila. La maggior parte dei nostri pannelli (quasi 40 mila) è piazzata su edifici, case e strutture pubbliche. Ma la produzione proviene soprattutto dai grandi impianti industriali: si sfiora l'80 per cento. «Siamo sotto rispetto a regioni come la Lombardia perché si è creduto in ritardo a questo tipo di produzione», ragiona Domenico Santacolomba, dirigente del dipartimento Energia. I dati parlano chiaro: lo sviluppo dei pannelli in Sicilia è arrivato tra il 2011 e il 2013, con il picco di 12.181 nuovi impianti nel 2012. Sviluppo che si è fermato con la fine degli incentivi del conto energia. Ma c'è un'altra ragione: «Si spiega guardando il reddito pro capite dei territori: al Nord più persone, più famiglie o aziende hanno potuto investire risorse sull'alternativa e con impianti di potenza maggiore», sottolinea Pagliaro. L'EOLICO Sull'eolico la Sicilia non sta a guardare. E si piazza seconda nella classifica dei produttori, dietro soltanto alla Puglia, regina indiscussa delle rinnovabili. Siamo terzi per numero di impianti e secondi per potenza. Dal vento arriva il 13 per cento della nostra produzione, con 191 impianti. «Il fotovoltaico e l'eolico in Sicilia —dice Pagliaro — hanno permesso un risparmio di 800 milioni di euro negli ultimi tre anni grazie all'effetto sulla formazione del prezzo unico nazionale dell'energia elettrica». Ma c'è una zavorra sulla Sicilia, come segnala anche il dossier della Regione: una rete inadeguata che non regge le capacità produttiva. In poche parole, bisogna spegnere impianti fotovoltaici e eolici quando producono più della richiesta del momento. LA RETE Il futuro si gioca tutto qui. L'energia alternativa non può essere conservata: quando c'è una sovrapproduzione si esporta, ma non abbiamo collegamenti adeguati con il resto del continente. E così, quando c'è un surplus, bisogna bloccare la produzione. Al momento c'è un cavo bon-sai, di poca potenza, a unire Scilla a Cariddi. La Sicilia è negli ultimi posti per qualità della rete. «C'è un aspetto da non sottovalutare. Un collegamento non adeguato con il resto del Paese non permette neanche di importare grandi quantità di energia, con il risultato che non c'è mercato. E questo incide sulla bolletta di tutti gli italiani», dice il dirigente Santacolomba. Un danno che Terna calcola in 600 milioni di euro l'anno. C'è già, invece, un elettrodotto, inaugurato ad aprile, che collega Marina di Ragusa a Malta e permette di incanalare parte dell'energia in più. IL SOLE BUIO Dopo un picco di 12.181 nuovi impianti fotovoltaici nel 2012, Io sviluppo in Sicilia si è fermato: finiti gli incentivi IL VENTOSE NE VA Dall'eolico arriva il 13 percento della produzione elettrica La rete inadeguata però non regge la capacità produttiva LAVORI IN CORSO Terna prevede opere da un miliardo: 700 milioni servono per il «ponte elettrico» che col legherà Sicilia e Calabria. GLI INVESTIMENTI Gli investimenti ci sono e lasciano ben sperare. Terna ha previsto lavori per un miliardo. Settecento milioni soltanto per il «ponte elettrico» che collegherà l'Isola con la Calabria. Un'opera, iniziata nel 2005, che non ha avuto fortuna. E tutto per un palo, nel Messinese. Comitati civici gridano al disastro ambientale, la procura di Messina nella primavera scorsa lo sequestra perché è in una zona sottoposta a vincolo. «Lungaggini burocratiche», si legge nel dossier della Regione. Ma a luglio i lavori sono ripartiti, dopo il dissequestro. Il «ponte» dovrebbe essere pronto l'anno prossimo, permettendo di triplicare lo scambio. «La Sicilia non ha avuto una strategia, non abbiamo da anni un piano energetico», lamenta Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente. Nell'Isola del sole sconfitta dalla Lombardia è evidente che c'è qualcosa che non torna: «Una rete di qualità è indispensabile per crescere, per tagliare la produzione del fossile e migliorare la qualità dell'aria», conclude Zanna. Il sole c'è, si aspetta il resto.