Venerdì 22 Settembre 2017
Rassegna Stampa

INTERVISTA A PATRIZIA DI DIO - DI DIO: «TUTTI A PIEDI, I CLIENTI ODIANO LO STRESS»

A sentire il nuovo presidente di Confcommercio Patrizia Di Dio (51 anni, proprietaria della catena di abbigliamento "La Vie en rose"), a sentirla proporre che via Ruggero Settimo diventi un'isola pedonale, le rivolte contro le limitazioni alle auto che per anni sono state il marchio distintivo dell'associazione sembrano preistoria...

PALERMO.REPUBBLICA.IT  Palermo, 17/12/2015

A sentire il nuovo presidente di Confcommercio Patrizia Di Dio (51 anni, proprietaria della catena di abbigliamento «La Vie en rose»), a sentirla proporre che via Ruggero Settimo diventi un'isola pedonale, le rivolte contro le limitazioni alle auto che per anni sono state il marchio distintivo dell'associazione sembrano preistoria. Eppure nemmeno due anni fa l'ex presidente Roberto Helg (condannato recentemente a 4 anni e 8 mesi per concussione) tuonava contro qualsiasi provvedimento di limitazione alle auto. Signora Di Dio, quella dei commercianti è una rivoluzione culturale? «Una evoluzione: la classe imprenditoriale che è riuscita a resistere alla crisi non può che essere matura e lucida. C'è stata una selezione naturale e chi è rimasto deve avere una visione nuova». Volete davvero via Ruggero Settimo pedonale anche dopo Natale? «Sì, ma al tavolo col Comune abbiamo chiesto garanzie: non pretendiamo i cestini vuoti a metà pomeriggio se ci sono migliaia di persone, ma controlli rigidi contro l'abusivismo, l'accattonaggio. Un piano contro il degrado che valorizzi la bellezza. Il Comune ci aiuti poi a pubblicizzare i parcheggi che ci sono già». Con le isole pedonali i negozi fanno più affari? «Non tutta la gente che invade le isole pedonali compra, ma crea un movimento virtuoso. I consumi non si nutrono di stress. Nei centri commerciali la gente fa chilometri a piedi senza accorgersene». Nei mesi scorsi però Confcommercio aveva criticato la decisione di estendere fino a mezzanotte la pedonalizzazione di via Maqueda. Qualcosa è cambiato? «No, continuiamo a restare polemici con le pedonalizzazioni non supportate dalla programmazione. In via Maqueda e in corso Vittorio Emanuele stanno aprendo tante nuove piccole attività e questo è positivo. Ma bisogna pensare anche allo sviluppo in altezza: i vincoli del piano regolatore che impediscono l'apertura di attività superiori ai 200 metri quadri sono una zavorra. In questi due assi servono anche alberghi di lusso, per esempio». Qual è lo stato di salute del commercio in città? «La ripresa non l'abbiamo vista, ma tra i consumatori c'è meno pessimismo. Tra le urgenze c'è via Roma che sta soffrendo: serve un piano che noi stessi siamo disposti ad elaborare. Così come stiamo studiando iniziative che valorizzino i negozi che subiscono gli effetti dei maxi-cantieri dell'anello ferroviario, come in via Amari. Il nostro nuovo corso prevede ottimismo e idee. Siamo pronti a fare la nostra parte come abbiamo dimostrato con le luminarie: le uniche accese sono dei negozi».