CROCETTA E BACCEI OGGI A ROMA PER CHIUDERE LA TRATTATIVA | Confcommercio - Imprese per l'Italia - Palermo
Martedì 21 Novembre 2017
Rassegna Stampa

CROCETTA E BACCEI OGGI A ROMA PER CHIUDERE LA TRATTATIVA

Il presidente della Regione Rosario Crocetta torna oggi, assieme con l'assessore all'economia Alessandro Baccei, a Palazzo Chigi dopo aver incontrato il sottosegretario Claudio De Vincenti e portare a termine la trattativa che dovrebbe consentirgli di incassare il miliardo e quattrocento milioni necessari per varare il bilancio del prossimo anno...

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Il presidente della Regione Rosario Crocetta torna oggi, assieme con l'assessore all'economia Alessandro Baccei, a Palazzo Chigi dopo aver incontrato il sottosegretario Claudio De Vincenti e portare a termine la trattativa che dovrebbe consentirgli di incassare il miliardo e quattrocento milioni necessari per varare il bilancio del prossimo anno. Sabato scorso, intervenendo sulla materia, il sottosegretario Davide Faraone, peraltro, aveva reso noto che la trattativa dovrebbe concludersi mercoledì. In cambio della sterilizzazione degli articoli finanziari dello Statuto siciliano, il miliardo e 400 milioni che lo Stato si impegna a versare nelle casse della Regione nel 2016, sari corrisposto anche negli a seguire. Già l'anno scorso il presidente delta Regione aveva sottoscritto con il ministro all'economia Giancarlo Padoan, un accordo del genere, rinunciando agli effetti dei ricorsi alla Corte Costituzionale promossi dall'allora assessore all'Economia Gaetano Armao, in cambio di 500 milioni, necessari per chiudere il bilancio preventivo del 2015.1n realtà, poi, da Roma sarebbero pervenuti in tutto 300 milioni e, come ha reso noto qualche giorno addietro l'assessore Baccei, per arrivare aria fine dell'anno mancherebbero circa 700 milioni. Per i deputati del gruppo parlamentare Cinquestelle all'Ars, accusati da Davide Faraone di essere dei venduti, i protagonisti siciliani di questa trattativa in decisa perdita, sono ridicoli, non ci sono altri aggettivi. Crocetta e il Pd—sostengono — si confermano la zavorra che ancorerà per sempre quest'isola al fondo del mare. E rilevano che «mentre arriva la seconda conferma. Dalla Corte Costituzionale che la Sicilia aveva diritto ad incassare dallo Stato le somme dei contenziosi cancellati per un piatto di lenticchie dall'illuminato presidente, Faraone prova ad incantare gli adocchi raccontando di passi in avanti nella trattativa Roma-Regione, fatta con tanto di cappello in mano, per avere soldi nostri da Renzi. Un altro dei mille motivi per mandare a casa questo governo, se solo i deputati dell'Ars provassero a scollarsi dagli scranni e ad agire nell'interesse dei siciliani e non solo nel proprio. L'ultima battuta, com'è facile intuire, è riferita al dibattito in programma per giovedì pomeriggio all'Ars, dove si discuterà la mozione di sfiducia al Crocetta, sottoscritta, oltre che dai Cinquestelle, da Forza Italia e dalla Lista Musumeci. E' la terza volta che le opposizioni ci provano a mandare a casa il presidente della Regione, ma anche questa volta non sembra che ci siano i voti necessari. In proposito, sabato scorso, il sottosegretario Faraone è stato più che chiaro. Anch'io — ha dichiarato — volevo mandare a casa Crocetta, ma la maggioranza del Pd è contraria e io sarò il primo a rispettare questa decisione.