IL RACKET METTE A RISCHIO VENTIMILA POSTI DI LAVORO - IL RACKET METTE A RISCHIO VENTIMILA POSTI DI LAVORO | Confcommercio - Imprese per l'Italia - Palermo
Giovedì 23 Novembre 2017
Rassegna Stampa

IL RACKET METTE A RISCHIO VENTIMILA POSTI DI LAVORO - IL RACKET METTE A RISCHIO VENTIMILA POSTI DI LAVORO

Quasi due miliardi di euro sono stati sottratti all'economia dell'Isola dal giro d'affari di mafia e criminalità organizzata nel 2015 e sono 23 mila i posti di lavoro delle imprese del terziario, dai bar ai negozi, messi a repentaglio...

PALERMO.REPUBBLICA.IT  Palermo, 26/11/2015

Quasi due miliardi di euro sono stati sottratti all'economia dell'Isola dal giro d'affari di mafia e criminalità organizzata nel 2015 e sono 23 mila i posti di lavoro delle imprese del terziario, dai bar ai negozi, messi a repentaglio. Mentre da gennaio a settembre, hanno chiuso i battenti anche a causa del racket e dell'usura e non solo per colpa della crisi, ben 496 imprese in Sicilia, di cui 244 solo a Palermo. È quanto emerge dall'iniziativa «Legalità mi piace» che il direttivo di Confcommercio Palermo presieduto da Patrizia Di Dio ha voluto organizzare simbolicamente nella sala convegni dell'aeroporto di Palermo. «Con questa scelta- afferma la Di Dio - insieme con la vicepresidente Rosanna Montalto abbiamo voluto dare un preciso significato a questa giornata, proprio per ribadire che il nostro impegno sui temi della legalità e della libertà di impresa non si è mai fermata. Semmai, abbiamo lavorato con maggiore forza e convinzione a fianco e a sostegno degli imprenditori». E proprio per inaugurare un nuovo corso, che i vertici di Confcommercio Palermo hanno deciso di scendere in campo con un gazebo itinerante che da gennaio si fermerà a Bagheria, Corleone, e a Palermo in due fronti caldi della lotta alla criminalità piazza Ballarò e piazza Guadagna. «Sarà l'occasione - dice la vicepresidente di Confcommercio Palermo, Rosanna Montalto- per incontrare cittadini e commerci anti e stare al loro fianco nel sostenere il percorso di denuncia e di legalità. Dobbiamo anche tenere presente che spesso un'impresa finisce nelle maglie dell'usura, quando ha difficoltà nell'accesso al credito». Ma come percepiscono i commercianti siciliani i fenomeni criminali? E come si comportano di fronte alla criminalità tuttora in agguato? A rivelarlo è un'indagine condotta da Confcommercio assieme a Gfk Eurisko, che hanno intervistato dal 15 settembre a fine ottobre un campione di 6.782 esercenti su tutto il territorio nazionale e in Sicilia. Il 27 per cento degli esercenti palermitani e il 29 per cento di quelli siciliani ha avuto esperienza diretta o indiretta con la criminalità, contro un dato nazionale del 16 per cento. Ma è in calo la percentuale di imprenditori che cede alla richiesta estorsiva, sono il 22 per cento dei siciliani contro il 27 per cento del 2014. Un dato che si avvicina al 19 per cento del 2007 mentre ha respinto le richieste il 78 per cento. Sul totale degli intervistati, in 907 hanno subito minacce e intimidazioni, i cui autori sono stati delinquenti comuni nel 27 per cento dei casi nel capoluogo siciliano e nel 45 per cento dei casi nell'Isola. La criminalità organizzata ha agito, secondo le risposte date dagli esercenti in forma anonima, nel 49 per cento dei casi a Palermo e nel 40 per cento in Sicilia contro un dato nazionale del 33 per cento. Le minacce e le intimidazioni subite dagli imprenditori sono tra le più varie e vanno dalla visita ( nel 25 per cento dei casi a Palermo e nel 44 per cento in Sicilia ) al danneggiamento dell'attività o di altri beni dell'esercente, fino alla violenza sulle persone.