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Lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate: nuovi controlli su fatture e Modello Redditi 2024

L’Agenzia delle Entrate ha avviato una specifica attività di controllo per promuovere l’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti. Con il Provvedimento del 5 ottobre 2026, il Fisco ha definito le modalità di invio di specifiche comunicazioni per segnalare eventuali anomalie riscontrate tra i dati della fatturazione e quelli dichiarati.
Questa iniziativa si basa sull’incrocio dei dati presenti nelle banche dati tributarie e mira a consentire agli imprenditori di rimediare tempestivamente a eventuali errori o omissioni, beneficiando di sanzioni ridotte.

A chi si rivolge il controllo

L’attività di verifica riguarda il periodo d’imposta 2023. Il sistema dell’Agenzia delle Entrate confronta i dati delle fatture elettroniche emesse e dei corrispettivi telematici trasmessi con i ricavi indicati nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi 2024, all’interno dei quadri RF, RG o LM).

La comunicazione viene inviata a quei contribuenti per i quali emerge che tali operazioni non hanno concorso, in tutto o in parte, alla determinazione del reddito d’impresa.

Come viene recapitata la comunicazione

Se il Fisco rileva una potenziale anomalia, il contribuente riceverà un avviso formale attraverso i seguenti canali:

  • Posta Elettronica Certificata (PEC): La lettera verrà recapitata direttamente al domicilio digitale del contribuente.
  • Area Riservata: L’avviso e tutti i dettagli informativi saranno consultabili anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate (nella sezione “L’Agenzia scrive” all’interno del Cassetto Fiscale e nel portale “Fatture e Corrispettivi”).

Attenzione: Non è possibile rispondere direttamente alla PEC da cui proviene la comunicazione, poiché la casella mittente non è abilitata alla ricezione di messaggi.

Cosa fare se si riceve l’avviso

Ricevere la lettera non equivale a un accertamento definitivo, ma offre la possibilità di instaurare un dialogo con l’Amministrazione finanziaria. Si presentano due scenari:

  1. I dati dichiarati sono corretti: Se ritieni che la segnalazione dell’Agenzia sia infondata, puoi fornire (direttamente o tramite il tuo intermediario/commercialista) elementi, fatti e circostanze non conosciuti dal Fisco che giustifichino la presunta anomalia.
  2. L’anomalia è reale: Se riscontri che vi è stato effettivamente un errore o un’omissione nella dichiarazione, puoi procedere alla regolarizzazione spontanea attraverso l’istituto del ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997).

I vantaggi della regolarizzazione tempestiva

Agire rapidamente è fondamentale. Il ravvedimento operoso permette di beneficiare di una significativa riduzione delle sanzioni in base al tempo trascorso dalla violazione.

Il Provvedimento precisa che è possibile regolarizzare la propria posizione anche se sono già iniziati accessi, ispezioni o verifiche da parte delle autorità. L’unica preclusione scatta nel momento in cui viene formalmente notificato un atto di liquidazione, di accertamento, di irrogazione delle sanzioni o una comunicazione derivante da controlli automatizzati e formali (ex artt. 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 e art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972).

Poiché le informazioni relative a queste anomalie vengono messe a disposizione anche della Guardia di Finanza, invitiamo tutti gli associati a monitorare con attenzione la propria casella PEC. In caso di ricezione della comunicazione, il consiglio è quello di rivolgersi tempestivamente al proprio consulente fiscale di fiducia per analizzare i dati e individuare la soluzione più idonea.

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