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TRAM, DI DIO (CONFCOMMERCIO PALERMO): “L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SI SOTTRAE ANCORA UNA VOLTA AL CONFRONTO CON IL MONDO DELLE IMPRESE”

“Appare istituzionalmente incomprensibile che un assessore del Comune di Palermo giustifichi il mancato coinvolgimento del mondo imprenditoriale nel progetto delle nuove linee del tram, lamentando il fatto che Confcommercio Palermo abbia sempre esercitato il proprio ruolo di tutela delle imprese, anche a costo di presentare ricorsi. Ciò è accaduto proprio perché è quasi del tutto assente, da anni, un confronto concreto e costruttivo con questa amministrazione. L’assessore Catania dà grande enfasi al dibattito di oggi sul tram ma non ha ritenuto opportuno convocare le associazioni di categoria: evidentemente l’amministrazione comunale ritiene un “affar suo” il futuro della città, dimenticando che – piaccia o no – le amministrazioni cambiano ma le aziende ci saranno sempre”.

Lo dice Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, sottolineando come il mondo delle imprese sia stato formalmente escluso dal dibattito sul tram a Palermo.

“Purtroppo – prosegue la Di Dio – è l’ennesima dimostrazione della volontà sistematica di rimuovere le aziende e il loro contributo di idee dai processi decisionali della città. La cosa è tanto più grave considerato che la realizzazione del progetto del tram, al centro di tante polemiche già da parecchi mesi, investirà le aziende, la città e il suo sviluppo. Si tratta di un’opera che vale 800 milioni di soldi pubblici che nel bene o nel male avrà un forte impatto sulla città e che riguarda anche, se non soprattutto, le imprese che – giova ricordarlo – rappresentano il motore principale dell’economia cittadina”.

“Non pretendiamo, nè abbiamo mai preteso, che le nostre idee debbano essere prevalenti ma nemmeno possiamo accettare passivamente la nostra quasi metodica esclusione dai processi decisionali sul futuro della città, tanto più dopo le drammatiche esperienze che stiamo vivendo sulla pelle di una città fuori controllo: basta guardare i palesi fallimenti nella gestione dei cantieri stradali e della mobilità pubblica, della raccolta dei rifiuti o di tante altre decisioni che riguardano direttamente o indirettamente l’economia della città di cui di fatto le imprese sono protagoniste”.

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